L’AGRICOLTURA DI SUSSISTENZA

sic.jpg (28065 byte)L’agricoltura di sussistenza è praticata con lo scopo di ottenere il cibo sufficiente per sfamare i membri della famiglia contadina; infatti in questo tipo di agricoltura, che coinvolge l’intera famiglia, l’agricoltore e i suoi famigliari consumano direttamente quanto producono, per tale motivo questo metodo viene anche detto di autoconsumo. Il contadino quindi non produce per vendere il frutto del suo lavoro, ma per alimentarsi.
Si tratta sostanzialmente di un’economia chiusa in se stessa e chi la pratica vive in una situazione di equilibrio precario: basta infatti una calamità naturale come una siccità prolungata, piogge eccessive, un’invasione di cavallette perché l’equilibrio si spezzi: se il raccolto va perso è la carestia, la fame.
Questa agricoltura è praticata con tecniche arretrate e metodi tradizionali, le conoscenze dei contadini, quasi sempre analfabeti, sono scarse; essi si comportano scrupolosamente secondo la tradizione: quanto faceva il padre o il nonno è per essi la regola da rispettare perché, se non altro, permette di sopravvivere. Si ottengono prodotti scarsi e irregolari